Ford e Virginia Tech allo studio di strumenti di comunicazione fra i veicoli autonomi e l’uomo.

WASHINGTON, settembre 2017 – Per comunicare le proprie intenzioni ai pedoni oggi è sufficiente un cenno della testa o un movimento della mano da parte del conducente dell’auto, ma nel futuro delle auto autonome, come farà un’auto senza conducente a comunicare con i pedoni, i ciclisti o gli esseri umani che guidano le altre auto sulla strada?

Nell’ambito della ricerca per questa eventuale realtà, Ford sta collaborando con il Virginia Tech Transportation Institute nello svolgimento di uno studio per sperimentare nuove metodologie di comunicazione degli intenti di movimento del veicolo sollecitando reazioni reali alla vista di un’auto senza pilota su strade pubbliche.

“Comprendere l’impatto dei veicoli autonomi sul mondo come lo conosciamo oggi è fondamentale per assicurarci che stiamo creando gli strumenti giusti per il domani”, ha dichiarato John Shutko, specialista tecnico dei fattori umani in Ford.

La sfida è quella di portare i veicoli autonomi a condividere la strada con gli esseri umani, andando alla ricerca dei mezzi di comunicazione più efficaci. Inizialmente il team aveva considerato l’utilizzo di scritte, questo però avrebbe richiesto che le persone utilizzassero tutte la stessa lingua, stessa cosa per i simboli, storicamente hanno un basso tasso di riconoscimento tra i consumatori.

Alla fine, i ricercatori hanno deciso che il mezzo visuale più efficace per creare un protocollo di comunicazione sono dei segnali luminosi. Infatti vengono già ampiamente utilizzati e compresi nelle auto come ad esempio le luci per lo stop e per i cambi di direzione.

 Così Ford ha equipaggiato un furgone Transit Connect con una barra luminosa posta sul parabrezza. Per simulare un’esperienza di auto senza pilota senza utilizzare un veicolo autonomo, il team di Virginia Tech Transportation Institute ha sviluppato un metodo per nascondere il conducente come fosse un “sedile”.

Il costume indossato dall’autista crea l’illusione di un veicolo completamente autonomo, necessario per testare e valutare i comportamenti reali. I ricercatori hanno quindi sperimentato tre segnali luminosi per testare la comunicazione dell’intento del veicolo:

  • Frenata: due luci bianche che si spostano lateralmente, indicando che il veicolo sta per fermarsi completamente;
  • Modalità di guida autonoma attiva: la luce bianca fissa per indicare che il veicolo è in funzione senza pilota umano;
  • Partenza: la luce bianca che lampeggia rapidamente per indicare che il veicolo comincia a muoversi;

La Transit Connect autonoma simulata è stata guidata su strade pubbliche della Virginia settentrionale, dove si trova una cospicua densità di traffico e pedoni, per tutto il mese di agosto, i ricercatori hanno catturano video e registrato le reazioni dei pedoni. Sono stati raccolti dati per più di 150 ore e 1.800 miglia di guida,  in cui sono avvenuti incontri con pedoni, ciclisti ed altri piloti. I segnali esterni sono stati attivati ​​più di 1.650 volte in varie posizioni.

Numerose telecamere ad alta definizione montate sul veicolo hanno fornito una vista a 360 gradi delle aree circostanti e hanno catturato il comportamento degli altri utenti della strada. Questi dati saranno una valida fonte per capire se chi è in strada cambia il proprio comportamento in risposta ai segnali visivi impiegati dai veicoli autonomi.

Ford sta già collaborando con diverse organizzazioni del settore per la creazione di uno standard, tra cui l’International Organization for Standardization e SAE  International. Un’interfaccia comune di comunicazione visiva comprensibile dalla maggior parte delle persone sui veicoli autonomi contribuirà a garantire un’integrazione sicura nei sistemi di trasporto. Ford sta anche elaborando delle modalità di comunicazione con coloro che non hanno il supporto della vista.

Fonte: https://media.ford.com/content/fordmedia/fna/us/en/news/2017/09/13/ford-virginia-tech-autonomous-vehicle-human-testing.html 

 

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