Auto senza pilota ed assicurazioni, intervista con il Professor Marano

Pierpaolo Marano è sicuramente la persona più indicata per illustrare il futuro delle assicurazioni con l’avvento dei veicoli a guida automatica e senza pilota.

Professore Associato di diritto delle assicurazioni all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano presso la Facoltà di scienze bancarie, finanziarie e assicurative – Dipartimento di Scienze giuridiche, avvocato iscritto all’albo di Milano, esperto di diritto delle assicurazioni e di diritto societario, visiting professor presso numerose Università all’estero, autore di oltre 80 pubblicazioni giuridiche in italiano e in inglese, è anche uno degli autori del testo del codice delle assicurazioni private in vigore dal 2006.

Buongiorno Professor Marano, grazie per aver risposto al nostro invito. La prima domanda è quella che ci si aspetta ognuno si farà nel momento in cui avrà accesso ai mezzi con guida autonoma: dato che gli esperti ritengono che le auto siano più sicure e che gli incidenti possano diminuire sensibilmente, si può prevedere una flessione nei prezzi delle assicurazioni e quindi nel prezzo complessivo di accesso alla mobilità autonoma?

Questa domanda muove dal presupposto che rimanga l’attuale sistema imperniato sulla responsabilità civile del soggetto che mette in circolazione l’autoveicolo di cui ha la disponibilità e sul quale grava l’obbligo di assicurazione, appunto, della responsabilità civile per i danni che può cagionare. Al cospetto di autoveicoli con guida autonoma, occorre domandarsi se questo sistema sia ancora giustificato prospettando, in sostituzione, una responsabilità del produttore dell’autoveicolo sul quale graverebbe l’obbligo assicurativo per i danni cagionati dal cattivo funzionamento dei sistemi che ne consentono la circolazione, cui il conducente rimane estraneo. In questo secondo scenario, i produttori degli autoveicoli dovrebbero affrontare i costi dell’assicurazione per la loro circolazione, con inevitabili riflessi sul prezzo degli autoveicoli in vendita. Questo secondo scenario, tuttavia, potrebbe costituire un disincentivo per i produttori di autoveicoli a sviluppare la relativa tecnologia, se i costi assicurativi da loro sostenuti fossero tali da incidere sensibilmente sul prezzo degli autoveicoli e, dunque, a ridurne il numero. Pertanto, sono state prospettate in via teorica soluzioni per eliminare tale disincentivo, ad es. evocando il sistema assicurativo previsto per i danni cagionati dalle centrali atomiche. E’ a mio avviso ipotizzabile, altresì, uno scenario “misto” in cui la copertura di responsabilità civile coesiste con quella del produttore, almeno per i danni a terzi cagionati dal mancato aggiornamento del software o da manomissioni all’hardware imputabili al titolare dell’autoveicolo o, con approccio preferibile, non imputabili al produttore.

Prima che le auto driverless si affermino sul mercato, è presumibile ci sia un periodo di transizione in cui le due modalità di guida, manuale ed automatica, dovranno necessariamente convivere. Può farci chiarezza sugli aspetti assicurativi e legali che entrerebbero in gioco nel caso di incidente fra un mezzo senza pilota ed una automobile con pilota umano? Ad esempio, se un’auto con guida senza pilota provoca un incidente, chi ne sarà responsabile giuridicamente?

Nell’attuale sistema imperniato sulla responsabilità del soggetto che mette in circolazione l’autoveicolo (proprietario, conducente, locatario ecc…), ritengo che il danneggiato continuerà ad agire verso il danneggiante e la sua impresa di assicurazione non avendo particolari incentivi a far valere la responsabilità del produttore dell’autoveicolo a guida autonoma. Tali incentivi sussistono, invece, in capo al danneggiante e alla sua impresa di assicurazione che potrebbero invocare la responsabilità del produttore nei casi in cui il sistema di guida non preveda alcun intervento da parte dei soggetti trasportati che sono esclusi da ogni attività, anche di controllo, inerente alla circolazione dell’autoveicolo.

Fa molto discutere, nell’ambiente, la questione etica delle auto senza pilota. Gli ingegneri dovranno prima o poi decidere se inserire nel software di guida la possibilità che vengano sacrificati i passeggeri dell’auto per salvare altre vite, basandosi sui numeri e sul bene collettivo. Si immagini ad esempio una vettura con un singolo passeggero che d’improvviso si trovi la strada sbarrata da una scolaresca e si immagini un software che debba decidere della sorte degli individui (o il conducente o la scolaresca). Alcuni sondaggi hanno dimostrato che, per gli intervistati, il buon senso comune direbbe di sacrificare l’unico umano a bordo e di preservare la vita dei bambini inermi, ma tale pensiero viene meno nel momento in cui ci si identifichi nel passeggero. Anche in questo caso, quali strategie verranno adottate dal comparto assicurativo?

Difficile fare una previsione. In termini puramente economici, un sistema di guida automatica programmato per sacrificare una vita umana in luogo di due o più, riduce il danno provocato dall’incidente e, dunque, il costo assicurativo. Le strategie delle imprese di assicurazione, tuttavia, dipenderanno dal sistema di copertura assicurativa che sarà reso obbligatorio essendo intuitivo che saranno diverse nel caso di perdurante adesione allo schema di responsabilità del singolo rispetto all’affermazione di una responsabilità del produttore.

Esistono già, nel vecchio continente, le prime possibilità di accedere ad una copertura assicurativa per le auto a guida autonoma, è recente la notizia che la compagnia assicurativa inglese Adrian Flux abbia a listino un’assicurazione per le auto munite di dispositivi driverless, crede che tali misure si potrebbero applicare anche in Italia?

Le coperture in questione attengono a perdite o danni all’autoveicolo causati da errori del sistema satellitare che influenzano quello di navigazione, da anomalie del software anche derivanti da hacking o tentato di hacking del suo sistema operativo, o da errori nell’utilizzo del comando manuale per evitare un incidente in caso di guasto meccanico o del software. Sono coperture, quindi, che coprono danni al proprio autoveicolo e che potrebbero anche essere commercializzate in Italia.

Ed ora una domanda personale: ha mai avuto la possibilità di salire su di un auto senza pilota? Se non l’ha già fatto, lo farebbe?

Premesso che non ho l’auto da cinque anni preferendo le opportunità del car-sharing e del noleggio breve, sono senz’altro curioso di salire su di un’auto senza pilota. Molte persone, peraltro, già si affidano a sistemi di trasporto automatizzati operanti su linee di metropolitana o nei collegamenti tra i terminali degli aeroporti. L’importante è scendere indenni da questi veicoli senza guida, ma l’auspicio vale anche – o soprattutto – per quelli “tradizionali”. I dati provvisori forniti dall’ISTAT, infatti, evidenziano come si siano verificati nel 2015, solo in Italia, 173.892 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 3.419 vittime e 246.050 feriti. Se i dispositivi di guida automatica consentiranno di eliminare o almeno ridurre queste cifre, credo essi siano senz’altro i benvenuti.

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